Archivio | aprile 2013

Visita dal dentista…

Spesso i pazienti si recano dal dentista quando hanno un fastidio, o peggio ancora una dolore ad un dente…

Ogni quanto tempo è indicato fare una visita dal dentista?

Innanzitutto dovete capire che la prima arma per evitare problemi a denti e gengive consiste nella PREVENZIONE, non mi stancherò mai di ripetervelo!

Occorre fare una visita periodica almeno una volta l’anno, oppure ogni 6 mesi circa se si hanno problemi frequenti a denti e/o gengive, proprio per poter intercettare qualunque tipo di patologia il più precocemente possibile.

Nel corso di una prima visita vengono solitamente effettuate un paio di lastrine sui denti posteriori chiamate “bite wings” (dall’inglese “bite” = “morso” e “wing”= “ala” ossia piccolo supporto in plastica) in quanto viene chiesto di mordere un supporto di plastica che regge la pellicola radiografica o i moderni sensori radiologici digitali.

Questo è un esempio di due radiografie di tipo bite-wings

Questo è un esempio di due radiografie di tipo bite-wings

Per mezzo di queste semplici e piccole radiografie sarà possibile intercettare la maggior parte delle carie interprossimali (tra un dente e l’altro) che si vengono a creare su molari e premolari, i denti più frequentemente interessati da processi cariosi, si vedranno tute le cure fatte in precedenza (qui possiamo osservare la presenza di numerose otturazioni, in questo caso quasi tutte “occlusali” ossia sulle superfici masticatorie) e si potrà anche avere una visione di insieme sulla situazione dell’osso alveolare che supporta i denti.
Di regola queste radiografie vanno ripetute all’incirca ogni 2 anni o anche meno frequentemente nei pazienti a basso-medio rischio (eccezion fatta per i pazienti ad altissimo rischio di sviluppare carie, che vanno monitorati a volte più spesso) .

Può essere necessario inoltre, nel corso di una prima visita, effettuare una radiografia Ortopanoramica (OPT) per visualizzare la situazione di tutti i denti, le carie più grandi, per valutare la presenza di cisti, granulomi (come in questo caso presenti sul molare in basso alla vostra destra che è stato “devitalizzato” in maniera incongrua, col risultato di aver sviluppato una patologia infiammatoria chiamata granuloma o cisti), denti inclusi, denti del giudizio (in questo esempio i denti del giudizio superiori, all’estrema destra e sinistra della radiografia, sono totalmente inclusi, mentre gli inferiori lo sono parzialmente), ecc…
Questo tipo di radiografia si effettua ogni 10 anni circa o anche meno, se non ci sono particolari patologie da monitorare e si gode di una buona salute orale (alcuni dentisti ne abusano…).

Questo è un esempio di OPT (Ortopantomografia o Ortopanoramica) comunemente chiamata "panoramica dentale"

Questo è un esempio di OPT (Ortopantomografia o Ortopanoramica) comunemente chiamata “panoramica dentale”

 E poi c’è la visita vera e propria che si esegue con specchietto e specillo, per sondare i tessuti dentali…

specchietto e specillo

specchietto e specillo

…e con la sonda parodontale per valutare la salute dei tessuti gengivali.
Non preoccupatevi, non sono strumenti di tortura!

Sonda parodontale

Sonda parodontale

Poi se il paziente lamenta particolari fastidi ad uno o più denti, si eseguiranno indagini approfondite sia cliniche che radiografiche.

Spero di esservi stata utile, alla prossima!

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Caso Cerec pre e post trattamento

Quest’oggi voglio presentarvi un caso da me trattato recentemente, riguardante due molari: un molare è stato restaurato con una classica otturazione, l’altro con una corona o “capsula” mediante un macchinario chiamato Cerec, che permette di realizzare corone, intarsi, ponti e faccette direttamente alla poltrona e quasi sempre in una seduta, evitando la classica impronta presa con la “pasta”, e utilizzando una telecamera intraorale che scansiona il dente e prende un’impronta ottica estremamente precisa; l’impronta viene trasferita ad un software che permette di dare al dente la forma idonea e l’informazione viene passata ad un macchinario che produrrà il manufatto in tempi ridotti, e quasi sempre è possibile cementare il restauro in maniera definitiva nella stessa seduta.

In basso a destra vedete un molare con una vecchia ricostruzione in amalgama

In basso a destra vedete il primo molare (penultimo dente) con una grossa ricostruzione ed il secondo molare con una otturazione in amalgama

Entrambi i denti presentano otturazioni non più idonee che hanno bisogno di essere sostituite: il primo molare è stato trattato endodonticamente (è stato “devitalizzato”) e, poichè molto danneggiato, necessita di un’overlay, ovvero quasi una “capsula” (rispetto alla corona o capsula, l’overlay è più conservativo in quanto consente di preservare la maggior quantità di tessuto dentale sano residuo); il secondo molare, cioè l’ultimo dente in basso a destra, presenta un’otturazione un pò più piccola ed è vitale (non è stato cioè “devitalizzato”), ma presenta una nuova carie interprossimale (tra un dente e l’altro) appena percepibile clinicamente ma ben visibile alla radiografia) quindi è possibile sostituire la vecchia otturazione con una nuova e più estetica otturazione “bianca” in resina composita (il moderno materiale usato oggi per fare le otturazioni), senza ricorrere all’utilizzo del Cerec.

Il secondo molare (ultimo dente in basso a destra)

Dopo aver rimosso la vecchia otturazione sul secondo molare, ho potuto constatare la presenza di alcune incrinature o “crepe” al di sotto dell’otturazione: l’amalgama o “piombatura” come viene erroneamente chiamata (dal momento che non contiene piombo!) è stata molto efficace come materiale da otturazione del passato, mentre i principali svantaggi sono rappresentati dalla scarsa estetica e dalla maggior rigidità rispetto ai tessuti dentari. Questa rigidità viene trasmessa ai tessuti sottostanti col risultato che, dopo anni di intensi carichi masticatori, il dente viene molto sollecitato e spesso si rinvengono queste incrinature.
Se non vi sono sintomi (fastidio, sensibilità al freddo, alla masticazione) spesso si procede solo a sostituire l’otturazione, senza procedere con riabilitazioni più “drastiche” che è sempre possibile effettuare in futuro (solo se e quando il dente darà sintomi di sofferenza); per questo si utilizzano le resine composite che sono più elastiche ed hanno un comportamento più simile ai denti naturali.

I due molari dopo il trattamento

…Sempre in basso a destra potete osservare i due denti al termine del trattamento, il penultimo in ceramica integrale realizzato con il Cerec, e l’ultimo con una semplice ma estetica otturazione (purtroppo non ben visibile). Che ne pensate?
Al prossimo caso clinico!