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Caso Cerec pre e post trattamento

Quest’oggi voglio presentarvi un caso da me trattato recentemente, riguardante due molari: un molare è stato restaurato con una classica otturazione, l’altro con una corona o “capsula” mediante un macchinario chiamato Cerec, che permette di realizzare corone, intarsi, ponti e faccette direttamente alla poltrona e quasi sempre in una seduta, evitando la classica impronta presa con la “pasta”, e utilizzando una telecamera intraorale che scansiona il dente e prende un’impronta ottica estremamente precisa; l’impronta viene trasferita ad un software che permette di dare al dente la forma idonea e l’informazione viene passata ad un macchinario che produrrà il manufatto in tempi ridotti, e quasi sempre è possibile cementare il restauro in maniera definitiva nella stessa seduta.

In basso a destra vedete un molare con una vecchia ricostruzione in amalgama

In basso a destra vedete il primo molare (penultimo dente) con una grossa ricostruzione ed il secondo molare con una otturazione in amalgama

Entrambi i denti presentano otturazioni non più idonee che hanno bisogno di essere sostituite: il primo molare è stato trattato endodonticamente (è stato “devitalizzato”) e, poichè molto danneggiato, necessita di un’overlay, ovvero quasi una “capsula” (rispetto alla corona o capsula, l’overlay è più conservativo in quanto consente di preservare la maggior quantità di tessuto dentale sano residuo); il secondo molare, cioè l’ultimo dente in basso a destra, presenta un’otturazione un pò più piccola ed è vitale (non è stato cioè “devitalizzato”), ma presenta una nuova carie interprossimale (tra un dente e l’altro) appena percepibile clinicamente ma ben visibile alla radiografia) quindi è possibile sostituire la vecchia otturazione con una nuova e più estetica otturazione “bianca” in resina composita (il moderno materiale usato oggi per fare le otturazioni), senza ricorrere all’utilizzo del Cerec.

Il secondo molare (ultimo dente in basso a destra)

Dopo aver rimosso la vecchia otturazione sul secondo molare, ho potuto constatare la presenza di alcune incrinature o “crepe” al di sotto dell’otturazione: l’amalgama o “piombatura” come viene erroneamente chiamata (dal momento che non contiene piombo!) è stata molto efficace come materiale da otturazione del passato, mentre i principali svantaggi sono rappresentati dalla scarsa estetica e dalla maggior rigidità rispetto ai tessuti dentari. Questa rigidità viene trasmessa ai tessuti sottostanti col risultato che, dopo anni di intensi carichi masticatori, il dente viene molto sollecitato e spesso si rinvengono queste incrinature.
Se non vi sono sintomi (fastidio, sensibilità al freddo, alla masticazione) spesso si procede solo a sostituire l’otturazione, senza procedere con riabilitazioni più “drastiche” che è sempre possibile effettuare in futuro (solo se e quando il dente darà sintomi di sofferenza); per questo si utilizzano le resine composite che sono più elastiche ed hanno un comportamento più simile ai denti naturali.

I due molari dopo il trattamento

…Sempre in basso a destra potete osservare i due denti al termine del trattamento, il penultimo in ceramica integrale realizzato con il Cerec, e l’ultimo con una semplice ma estetica otturazione (purtroppo non ben visibile). Che ne pensate?
Al prossimo caso clinico!

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